Il film di Nadia Pizzuti su Lina Mangiacapre

11 dicembre 2014

Chi era Lina Mangiacapre

 

 

Napoletana, artista totale, femminista. Lina Mangiacapre ha lasciato una vasta produzione come pittrice, romanziera, poeta, fotografa, musicista, sceneggiatrice, regista di cinema e di teatro, critica cinematografica, editrice.

Per lei l’arte e la creatività erano forme di lotta per la liberazione delle donne, erano già politica.

Erano politiche le azioni performative delle Nemesiache – il collettivo da lei fondato nel 1970 tra Napoli, Milano, Roma e Parigi – uno dei gruppi più rappresentativi del movimento femminista, ed era politica la Rassegna del Cinema femminista di Sorrento ‘L’altro sguardo’ da lei lanciata nel 1976, primo festival del genere in Europa.

La ricerca di libertà di Lina Mangiacapre si rispecchiava nel suo look provocatorio e senza tempo: i fantasiosi abiti mitologici, dark o punk rock con cui amava coprirsi il corpo sottile, i cilindri e le bombette, i  grandi occhiali a farfalla, le ciocche di capelli colorate, il suo aspetto androgino – queer ante litteram – sono rimasti impressi nella memoria di chi l’ha conosciuta.

Si firmava Némesi come fondatrice del collettivo e della cooperativa (oggi associazione) Le Tre Ghinee/Nemesiache e Màlina come pittrice. Poneva il mito al centro della sua ricerca e ideò la “psicofavola”, metodo teatrale e di autocoscienza. Nel 1987 creò il Premio Elvira Notari (ora Premio Lina Mangiacapre) tuttora assegnato alla Mostra cinematografica di Venezia; nel 1990 la Presidenza del Consiglio dei Ministri le assegnò il Premio per la cultura e nel 1996 realizzò lo spot “Da elettrici a elette” per la Presidenza del Consiglio per celebrare il 50° anniversario del voto alle donne. Conduceva una vita nomade tra Napoli, Roma e Parigi. Ė morta a 56 anni, il 23 maggio 2002 a Napoli, dove a breve le verrà intitolata una strada.

Fra le sue opere si ricordano

I romanzi: Pentesilea, Faust Fausta, Il mare sarà solo

Le raccolte di poesie: Donne e Unicorni e Amazzoni e Minotauri

I film: Le sibille, Didone non è morta, Faust Fausta

Le opere teatrali: Cenerella, Eliogabalo, Siamo tutte prigioniere politiche.

 

Per maggiori informazioni vai al sito ufficiale:

http://www.linamangiacapre.it/

 

Il documentario  - che avrà una durata di circa 50 minuti – coglierà la figura di Lina Mangiacapre nelle sue metamorfosi, esplorando percorsi fra loro collegati e valorizzando la sua verve ironica e a tratti giocosa.

Sarà un film quasi interamente di montaggio, senza testimonianze dirette. Il filo narrativo e la ricostruzione del suo universo saranno affidati in gran parte alle sue parole, ai testi e alle poesie, alle immagini, alle voci e alla musica, con il coinvolgimento delle Nemesiache, che racconteranno qualcosa di lei scegliendo ciascuna una propria forma espressiva. Ci saranno anche alcune vignette e un paio di scene di animazione ed è previsto l’utilizzo di voci fuori campo.

Il documentario sarà scandito da quattro intertitoli, citazioni da Lina Mangiacapre: Transfemminismo – Corpo Mare – Ci sono guerre sorella che non si possono non combattere- Il cinema sarà la nostra vendetta

Il progetto si avvale della collaborazione di Teresa Mangiacapra con l’associazione Le Tre Ghinee/Nemesiache e della rivista online Adateoriafemminista.

Trailer

 

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Lina Mangiacapre. Artista del femminismo



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