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Una nota sulle lotte politiche, oggi - Tristana Dini

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Alle rivolte avvenute negli ultimi anni (Seattle, Buenos Aires, Genova, No dal Molin, Parigi, Campania) viene spesso disconosciuta la connotazione politica, in quanto non sono leggibili, per forme e contenuti, nel quadro delle categorie classiche della politica moderna. Si tratta infatti di lotte che sorgono intorno ai temi della salute, della vita, dell’ambiente, in poche parole si tratta di lotte bio-politiche. Molte di esse non sembrano proporre un’alternativa immediata al potere che contrastano, ma piuttosto oppongono un rifiuto netto nei confronti di ogni potere, svincolandosi dal confronto dialettico tra potere costituente e costituito. Siamo di fronte ad un “potere destituente” che destituisce anche il linguaggio, lacera l’ordine simbolico vigente, parlando una lingua insolita, altra. Di questo “potere destituente”, e della sua valenza politica, si è parlato il 6 febbraio in occasione della presentazione del terzo numero de «La Rosa di Nessuno» (rivista italo-francese edita da Mimesis della cui redazione io stessa faccio parte) su “Potere destituente. Le rivolte metropolitane/Pouvoir Destituant. Les révoltes métropolitaines”, presso la libreria Feltrinelli di Napoli.

Un nesso evidente lega il potere destituente e la politica delle donne: le forme di lotta più recenti risultano infatti leggibili in chiave politica a partire dalla mossa decisiva delle teorie e pratiche femministe che hanno messo in discussione la divisione tra pubblico e privato, tra personale e politico, sottoponendo ad una critica radicale le categorie di uguaglianza, cittadinanza, rappresentanza e aprendo alla prospettiva di una politica che agisca, forandolo, sul simbolico.

Le lotte contro l’emergenza rifiuti che negli ultimi anni hanno agitato la Campania costituiscono un imprescindibile punto di applicazione delle teorie femministe, che a loro volta ne possono risultare modificate, trovando nel confronto con la singolarità di quest’evento un nuovo punto di avvio. Il movimento campano nato in risposta all’emergenza rifiuti è riuscito a svincolarsi dalla logica dell’emergenza aprendo un mondo di relazioni e creando una rete permanente che si compone di soggetti assai diversificati. Proprio dall’idea di un confronto tra Ada e le varie componenti del movimento è nata l’idea di lasciare questo numero della rivista aperto, di farne un rifiuto speciale difficile da smaltire, un resto che resta. Nei prossimi mesi verranno volta a volta aggiunti pezzi ricavati dall’incontro di Ada con le singole parti del movimento campano per la salute e l’ambiente. Continua ...

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